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L’istruzione professionale ha tra i suoi obiettivi principali quello di preparare i ragazzi ad inserirsi con successo nel mondo del lavoro.

Per soddisfare le richieste che provengono dal mondo economico la scuola deve fornire abilità e competenze di livello superiore che permettano di esercitare un lavoro di alta qualità, come prospettato dalla “Strategia 2020” della Comunità Europea.

Tale scenario non sollecita la scuola solo a promuovere la cittadinanza attiva, lo sviluppo personale e il benessere, ma richiede anche che siano promosse le abilità trasversali, tra cui quelle digitali, necessarie affinché i giovani possano costruire nuovi percorsi di vita e lavoro, anche auto-imprenditivi, fondati su uno spirito proattivo, flessibile ai cambiamenti del mercato del lavoro, cui sempre più inevitabilmente dovranno far fronte nell'arco della loro carriera.

Una sfida così decisiva non può essere affrontata dal mondo dell’istruzione da solo, ma necessita di una collaborazione formativa forte tra scuola e mondo del lavoro.

La legge 13 luglio 2015, n. 107 indica nel potenziamento dell’offerta formativa in alternanza scuola lavoro uno degli strumenti per realizzare in modo decisivo questa collaborazione.

Come si evince dal decreto legislativo 15 aprile 2005, n. 77 art.3 comma 1 le finalità di questi percorsi sono:

  1. Attuare modalità di apprendimento flessibili e equivalenti sotto il profilo culturale ed educativo, rispetto agli esiti dei percorsi del secondo ciclo, che colleghino sistematicamente la formazione in aula con l'esperienza pratica;
  2. arricchire la formazione acquisita nei percorsi scolastici e formativi con l'acquisizione di competenze spendibili anche nel mercato del lavoro;
  3. favorire l'orientamento dei giovani per valorizzarne le vocazioni personali, gli interessi e gli stili di apprendimento individuali;
  4. realizzare un organico collegamento delle istituzioni scolastiche e formative con il mondo del lavoro e la società civile, che consenta la partecipazione attiva dei soggetti di cui all'articolo 1, comma 2, nei processi formativi;
  5. correlare l'offerta formativa allo sviluppo culturale, sociale ed economico del territorio.”

Il nostro Istituto, che già da alcuni anni propone agli alunni percorsi di alternanza scuola e lavoro, ritiene, nei prossimi tre anni, di coniugare questi obiettivi attraverso quattro direttrici principali:

  1. Percorsi di cittadinanza al lavoro
  2. Organizzazione snella
  3. Attività di Stage
  4. Impresa formativa simulata

Percorsi di cittadinanza al lavoro

L’inserimento nel mondo del lavoro richiede di sviluppare alcune caratteristiche quali la capacità di gestione del tempo, di rispetto delle regole e di autoregolazione, la capacità di lavorare in gruppo.

Tutte questi elementi sono parte anche del percorso scolastico. Noi ci proponiamo di monitorarli sia in ambiente scolastico che in ambiente lavorativo durante l’esperienza di stage in modo da aiutare i ragazzi a raggiungere l’autoconsapevolezza di come stanno crescendo in questi aspetti.

Organizzazione snella

Il termine produzione snella (lean production) è stato ideato nel 1992 dai ricercatori del MIT Womak e Jones, nel loro best seller “La Macchina che ha cambiato il mondo”, in cui illustrano il sistema di produzione, che ha permesso all’azienda giapponese Toyota risultati nettamente superiori a tutti i concorrenti nel mondo.

Rappresenta un insieme di principi, metodi e tecniche per la gestione dei processi operativi, che mira ad aumentare il valore percepito dal cliente finale e a ridurre sistematicamente gli sprechi. Questo obiettivo è ritenuto possibile solo con un cambiamento che coinvolga il modo di pensare dell’organizzazione, che deve mirare al miglioramento continuo utilizzando in modo iterativo il ciclo di Demig (PDCA).

Dopo Toyota migliaia di organizzazioni eccellenti nel mondo hanno adottato il modello lean, nell’industria come nei servizi, in quanto applicabile a tutti i processi operativi principali, quindi non solo strettamente produttivi, ma anche logistici, amministrativi o di progettazione e sviluppo prodotto.

Da questa breve introduzione si evince che i temi trattati dalla lean sono inerenti sia all’indirizzo economico-organizzativo sia a quello meccanico-manutentivo, entrambi presenti nel . Permettono di esaminare i processi aziendali e di agire su di essi mediante attività volte al miglioramento continuo degli stessi, utilizzando tecniche di problem solving.

Queste, come noto, richiedono ai ragazzi di attivare in situazioni concrete le proprie risorse in termini di abilità personali e conoscenze apprese in relazione ad un determinato obiettivo (il problema da risolvere). Riteniamo dunque che il tema della lean possa essere un ottimo filo conduttore delle nostre attività di alternanza scuola lavoro.

Inoltre, visti i molti progetti lanciati in ambito aziendale da grandi gruppi presenti sul territorio quali FCA (progetto WCM), Avio Aero, Pirelli, Lavazza, Intesa Sanpaolo e da molte piccole e medie aziende che cercano una via per riconquistare competitività, rappresenta una voce di sicuro interesse nei curriculum degli alunni.

A causa dell’importanza crescente di questo argomento l’Unione Industriale di Torino e la Camera di commercio si sono posti come elemento aggregante nella creazione di una rete, a cui oltre a scuole superiori partecipano l’Università degli Studi e il Politecnico.

Il Magarotto ha aderito a questa rete ed è diventato “Lean Education Center” ed i suoi docenti hanno partecipato alle attività di aggiornamento dei docenti sui metodi della lean organization e al corso sull’erogazione del percorso didattico relativo alla presentazione generale e alla metodologia del Toyota Kata.

Questi illustrano, mediante esempi concreti e giochi di ruolo, i principi dell’“organizzazione snella”, così come formulati dai ricercatori americani dell’IMPV (International Motor Vehicle Program del MIT di Boston) e le routine comportamentali che ne stanno alla base.

Questo metodologie sono presentate in aula durante due corsi, uno della durata di 16 h sui principi generali e uno di 8 h sul Toyota Kata e vengono approfondite durante laboratori finalizzati soprattutto ad aumentare la fruizione di questi temi da parte degli alunni sordi.

Attività di Stage

Le attività di stage danno la possibilità di sperimentare on the job quanto appreso in aula, apprendere procedure tipiche del mondo del lavoro e rielaborare questi aspetti in modo personale.

I principali obiettivi degli stage sono:

  • Utilizzare gli strumenti del visual management per organizzare le aree di un magazzino.
  • Utilizzare la metodologia delle 5S per mantenere ordinato ed ergonomico il proprio posto di lavoro.
  • Interpretare e applicare istruzioni per il controllo del proprio operato.
  • Utilizzare fogli elettronici di calcolo per l’interpretazione dei dati.
  • Utilizzare e decodificare un linguaggio tecnico.
  • Identificare in semplici processi le attività a valore aggiunto e gli sprechi.
  • Utilizzare le metodologie della lean nella diagnostica dei problemi.
  • Partecipare in modo attivo e corretto al lavoro di gruppo.
  • Interfacciarsi con gli altri elementi del processo aziendale in ottica cliente fornitore.
  • Imparare a imparare.

Impresa formativa simulata

Attivazione di una o più imprese simulate tramite adesione alla piattaforma IFSCONFAO in seguito a ricerca di un’azienda madrina sul territorio.

La metodologia della simulazione consente di acquisire quell’atteggiamento problematico e quelle capacità che stimolano un uso attivo delle nozioni apprese sia durante l’attività di laboratorio sia durante l’attività all’interno dell’azienda tutor (stage).

L’impresa formativa simulata:

  • Sviluppa un apprendimento competente legato alla complessità del sistema economico-sociale localizzato nella realtà di appartenenza.
  • Stimola il protagonismo e la disponibilità a mettersi in gioco degli alunni coinvolti.
  • Consente un uguale coinvolgimento di tutti i studenti che diventano attori del processo di apprendimento.
  • Agevola il recupero dei soggetti deboli sia dal punto di vista motivazionale che dell’apprendimento.
  • Consente di valorizzare le eccellenze.
  • Favorisce l’utilizzo delle competenze trasversali e disciplinari acquisite.