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La nuova Scuola dell’Infanzia che emerge dalle indicazioni Nazionali del 2012 si fonda sulla conferenza di Lisbona, che ha risposto alle preoccupazioni espresse dal Consiglio Europeo riguardo l’istruzione e la formazione. Sono state presentate proposte specifiche e sono stati individuati criteri di riferimento sottolineando l’importanza dell’apprendimento permanente in termini di capacità di adattamento e integrazione.
Il quadro di riferimento delinea otto competenze chiave e descrive le conoscenze, le abilità e le attitudini essenziali ad esse collegate.
Raccomandazione 2006/962/CE del Parlamento europeo e del Consiglio, del 18 dicembre 2006, relativa a competenze chiave per l'apprendimento permanente [Gazzetta ufficiale L 394 del 30.12.2006, pag. 10].
Le competenze chiave per l'apprendimento permanente sono una combinazione di conoscenze, abilità e attitudini appropriate al contesto. In particolare, sono necessarie per la realizzazione e lo sviluppo personali, la cittadinanza attiva, l’inclusione sociale e l’occupazione.
Le competenze chiave sono essenziali in una società della conoscenza e assicurano maggior flessibilità ai lavoratori per adattarsi in modo più rapido a un mondo in continuo mutamento e sempre più interconnesso. Inoltre, tali competenze sono un fattore di primaria importanza per l’innovazione, la produttività e la competitività e contribuiscono alla motivazione e alla soddisfazione dei lavoratori e alla qualità del lavoro.

LE OTTO COMPETENZE CHIAVE

  • la comunicazione nella madrelingua, che è la capacità di esprimere e interpretare concetti, pensieri, sentimenti, fatti e opinioni in forma sia orale sia scritta (comprensione orale, espressione orale, comprensione scritta ed espressione scritta) e di interagire adeguatamente e in modo creativo sul piano linguistico in un’intera gamma di contesti culturali e sociali;
  • la comunicazione in lingue straniere che, oltre alle principali abilità richieste per la comunicazione nella madrelingua, richiede anche abilità quali la mediazione e la comprensione interculturale. Il livello di padronanza dipende da numerosi fattori e dalla capacità di ascoltare, parlare, leggere e scrivere;
  • la competenza matematica e le competenze di base in campo scientifico e tecnologico. La competenza matematica è l’abilità di sviluppare e applicare il pensiero matematico per risolvere una serie di problemi in situazioni quotidiane, ponendo l’accento sugli aspetti del processo, dell’attività e della conoscenza. Le competenze di base in campo scientifico e tecnologico riguardano la padronanza, l’uso e l’applicazione di conoscenze e metodologie che spiegano il mondo naturale. Tali competenze comportano la comprensione dei cambiamenti determinati dall’attività umana e la consapevolezza della responsabilità di ciascun cittadino;
  • la competenza digitale consiste nel saper utilizzare con dimestichezza e spirito critico le tecnologie della società dell’informazione (TSI) e richiede quindi abilità di base nelle tecnologie dell’informazione e della comunicazione (TIC);
  • imparare ad imparare è collegata all’apprendimento, all’abilità di perseverare nell’apprendimento, di organizzare il proprio apprendimento sia a livello individuale che in gruppo, a seconda delle proprie necessità, e alla consapevolezza relativa a metodi e opportunità;
  • le competenze sociali e civiche. Per competenze sociali si intendono competenze personali, interpersonali e interculturali e tutte le forme di comportamento che consentono alle persone di partecipare in modo efficace e costruttivo alla vita sociale e lavorativa. La competenza sociale è collegata al benessere personale e sociale. È essenziale comprendere i codici di comportamento e le maniere nei diversi ambienti in cui le persone agiscono. La competenza civica e in particolare la conoscenza di concetti e strutture sociopolitiche (democrazia, giustizia, uguaglianza, cittadinanza e diritti civili) dota le persone degli strumenti per impegnarsi a una partecipazione attiva e democratica;
  • senso di iniziativa e di imprenditorialità significa saper tradurre le idee in azione. In ciò rientrano la creatività, l'innovazione e l'assunzione di rischi, come anche la capacità di pianificare e di gestire progetti per raggiungere obiettivi. L’individuo è consapevole del contesto in cui lavora ed è in grado di cogliere le opportunità che gli si offrono. È il punto di partenza per acquisire le abilità e le conoscenze più specifiche di cui hanno bisogno coloro che avviano o contribuiscono ad un’attività sociale o commerciale. Essa dovrebbe includere la consapevolezza dei valori etici e promuovere il buon governo;
  • consapevolezza ed espressione culturali, che implicano la consapevolezza dell’importanza dell’espressione creativa di idee, esperienze ed emozioni attraverso un’ampia varietà di mezzi di comunicazione, compresi la musica, le arti dello spettacolo, la letteratura e le arti visive.

Le competenze chiave sono tutte interdipendenti e ogni volta l’accento è posto sul pensiero critico, la creatività, l’iniziativa, la capacità di risolvere problemi, la valutazione del rischio, la presa di decisioni e la gestione costruttiva delle emozioni.
Il carattere trasversale delle competenze chiave le rende essenziali.

LA SCUOLA DELL'INFANZIA

La scuola dell’infanzia si rivolge a tutte le bambine e i bambini dai tre ai sei anni di età ed è la risposta al loro diritto all’educazione e alla cura, in coerenza con i principi di pluralismo culturale ed istituzionale presenti nella Costituzione della Repubblica, nella Convenzione sui diritti dell’infanzia e dell’adolescenza e nei documenti dell’Unione Europea. Essa si pone la finalità di promuovere nei bambini lo sviluppo dell’identità, dell’autonomia, della competenza e li avvia alla cittadinanza.
Consolidare l’identità significa vivere serenamente tutte le dimensioni del proprio io, stare bene, essere rassicurati nella molteplicità del proprio fare e sentire, sentirsi sicuri in un ambiente sociale allargato, imparare a conoscersi e ad essere riconosciuti come persona unica e irripetibile. Vuol dire sperimentare diversi ruoli e forme di identità: quelle di figlio, alunno, compagno, maschio o femmina, abitante di un territorio, membro di un gruppo, appartenente a una comunità sempre più ampia e plurale, caratterizzata da valori comuni, abitudini, linguaggi, riti, ruoli.
Sviluppare l’autonomia significa avere fiducia in sé e fidarsi degli altri; provare soddisfazione nel fare da soli e saper chiedere aiuto o poter esprimere insoddisfazione e frustrazione elaborando progressivamente risposte e strategie; esprimere sentimenti ed emozioni; partecipare alle decisioni esprimendo opinioni, imparando ad operare scelte e ad assumere comportamenti e atteggiamenti sempre più consapevoli.
Acquisire competenze significa giocare, muoversi, manipolare, curiosare, domandare, imparare a riflettere sull’esperienza attraverso l’esplorazione, l’osservazione e il confronto tra proprietà, quantità, caratteristiche, fatti; significa ascoltare e comprendere narrazioni e discorsi, raccontare e rievocare azioni ed esperienze e tradurle in tracce personali e condivise; essere in grado di descrivere, rappresentare e immaginare, “ripetere”, con simulazioni e giochi di ruolo, situazioni ed eventi con linguaggi diversi.
Vivere le prime esperienze di cittadinanza significa scoprire l’altro da sé e attribuire progressiva importanza agli altri e ai loro bisogni. Significa rendersi sempre meglio conto della necessità di stabilire regole condivise. Implica il primo esercizio del dialogo che è fondato sulla reciprocità dell’ascolto, l’attenzione al punto di vista dell’altro e alle diversità di genere, il primo riconoscimento di diritti e doveri uguali per tutti; significa porre le fondamenta di un comportamento eticamente orientato, rispettoso degli altri, dell’ambiente e della natura.
Tali finalità sono perseguite attraverso l’organizzazione di un ambiente di vita, di relazioni e di apprendimento di qualità, garantito dalla professionalità degli operatori e dal dialogo sociale ed educativo con le famiglie e con la comunità.
I bambini sono il nostro futuro e la ragione più profonda per conservare e migliorare la vita comune sul nostro pianeta. Sono espressione di un mondo complesso e inesauribile, di energie, potenzialità, sorprese e anche di fragilità che vanno conosciute, osservate e accompagnate con cura, studio, responsabilità e attesa. Sono portatori di speciali e inalienabili diritti, codificati a livello internazionale, che la scuola per prima è chiamata a rispettare.
I bambini giungono alla scuola dell’infanzia con una storia: in famiglia, al nido o alla sezione primavera hanno imparato a muoversi e ad entrare in contatto con gli altri con livelli crescenti, ma ancora incerti, di autonomia. Hanno sperimentato le prime e più importanti relazioni; hanno vissuto emozioni ed interpretato ruoli attraverso il gioco e la parola; hanno intuito i tratti fondamentali della loro cultura, hanno iniziato a porsi domande di senso sul mondo e la vita. Ogni bambino è, in sé, diverso ed unico e riflette anche la diversità degli ambienti di provenienza che oggi conoscono una straordinaria differenziazione di modelli antropologici ed educativi, che comprendono famiglie equilibrate e ricche di proposte educative accanto ad altre più fragili e precarie; una presenza genitoriale sicura ma anche situazioni diverse di assenza. I bambini sono alla ricerca di legami affettivi e di punti di riferimento, di conferme e di serenità e, al contempo, di nuovi stimoli emotivi, sociali, culturali, di ritualità, ripetizioni, narrazioni, scoperte.
La scuola dell’infanzia si presenta come un ambiente protettivo, capace di accogliere le diversità e di promuovere le potenzialità di tutti i bambini, che fra i tre e i sei anni esprimono una grande ricchezza di bisogni ed emozioni, che sono pronti ad incontrare e sperimentare nuovi linguaggi, che pongono a se stessi, ai coetanei e agli adulti domande impegnative e inattese, che osservano e interrogano la natura, che elaborano le prime ipotesi sulle cose, sugli eventi, sul corpo, sulle relazioni, sulla lingua, sui diversi sistemi simbolici e sui media, dei quali spesso già fruiscono non soltanto e non sempre in modo passivo; e sull’esistenza di altri punti di vista.
La scuola dell’infanzia riconosce questa pluralità di elementi che creano tante possibilità di crescita, emotiva e cognitiva insieme, per far evolvere le potenzialità di tutti e di ciascuno. La scuola promuove lo star bene e un sereno apprendimento attraverso la cura degli ambienti, la predisposizione degli spazi educativi, la conduzione attenta dell’intera giornata scolastica.

L’AMBIENTE DI APPRENDIMENTO (spazi e tempi)

Il curricolo della scuola dell’infanzia non coincide con la sola organizzazione delle attività didattiche che si realizzano nella sezione e nelle intersezioni, negli spazi esterni, negli ambienti di vita comune, ma si esplica in un’equilibrata integrazione di momenti di cura, di relazione, di apprendimento, dove le stesse routine (l’ingresso, il pasto, la cura del corpo, ecc.) svolgono una funzione di regolazione dei ritmi della giornata e si offrono come “base sicura” per nuove esperienze e nuove sollecitazioni. L’apprendimento avviene attraverso l’azione, l’esplorazione, il contatto con gli oggetti, la natura, l’arte, il territorio, in una dimensione ludica, da intendersi come forma tipica di relazione e di conoscenza. Nel gioco, particolarmente in quello simbolico, i bambini si esprimono, raccontano, rielaborano in modo creativo le esperienze personali e sociali.
Nella relazione educativa, gli insegnanti svolgono una funzione di mediazione e di facilitazione e, nel fare propria la ricerca dei bambini, li aiutano a pensare e a riflettere meglio, sollecitandoli a osservare, descrivere, narrare, fare ipotesi, dare e chiedere spiegazioni in contesti cooperativi e di confronto diffuso. L’organizzazione di spazi e tempi diventano pertanto elemento di qualità pedagogica dell’ambiente educativo e sono stati quindi oggetto di esplicita progettazione e verifica.
In particolare:

  • lo spazio è stato realizzato accogliente, caldo, ben curato, orientato dal gusto estetico, espressione della pedagogia e delle scelte educative di ciascuna scuola. Lo spazio parla dei bambini, del loro valore, dei loro bisogni di gioco, di movimento, di espressione, di intimità e di socialità, attraverso l’ambientazione fisica, la scelta di arredamenti e oggetti volti a creare un luogo funzionale e invitante;
  • il tempo disteso consente al bambino di vivere con serenità la propria giornata, di giocare, esplorare, parlare, capire, sentirsi padrone di sé e delle attività che sperimenta e nelle quali si esercita.

VERIFICA E VALUTAZIONE

L’osservazione, nelle sue diverse modalità, rappresenta uno strumento fondamentale per conoscere e accompagnare il bambino in tutte le sue dimensioni di sviluppo, rispettandone l’originalità, l’unicità, le potenzialità attraverso un atteggiamento di ascolto, empatia e rassicurazione. La pratica della documentazione va intesa come processo che produce tracce, memoria e riflessione, negli adulti e nei bambini, rendendo visibili le modalità e i percorsi di formazione e permettendo di apprezzare i progressi dell’apprendimento individuale e di gruppo. L’attività di valutazione nella scuola dell’infanzia risponde ad una funzione di carattere formativo, che riconosce, accompagna, descrive e documenta i processi di crescita, evita di classificare e giudicare le prestazioni dei bambini, perché è orientata a esplorare e incoraggiare lo sviluppo di tutte le loro potenzialità. Analogamente, per l’istituzione scolastica, le pratiche dell’autovalutazione, della valutazione esterna, della rendicontazione sociale, sono volte al miglioramento continuo della qualità educativa.

I CAMPI DI ESPERIENZA

Gli insegnanti accolgono, valorizzano ed estendono le curiosità, le esplorazioni, le proposte dei bambini e creano occasioni di apprendimento per favorire l’organizzazione di ciò che i bambini vanno scoprendo. L’esperienza diretta, il gioco, il procedere per tentativi ed errori, permettono al bambino, opportunamente guidato, di approfondire e sistematizzare gli apprendimenti. Ogni campo di esperienza offre un insieme di oggetti, situazioni, immagini e linguaggi, riferiti ai sistemi simbolici della nostra cultura, capaci di evocare, stimolare, accompagnare apprendimenti progressivamente più sicuri.

CampiEsp

OBIETTIVI FORMATIVI

IL SÉ E L’ALTRO

3 ANNI

4 ANNI

5 ANNI

Accettare il distacco dalla famiglia.

Riconoscere l’appartenenza ad un gruppo

(età/sezione).

Essere autonomo rispetto ai bisogni personali Imparare le prime regole di vita comunitaria.

Conoscere la propria identità di genere.

Riconoscere gli oggetti personali.

Riconoscere ed esprimere i propri bisogni e le proprie emozioni.

Procurarsi giochi e materiali.

Condividere con i compagni giochi e materiali.

Acquisire autonomia nei tempi e negli spazi del gioco.

Conoscere e rispettare le regole del vivere in comune.

Sviluppare la fiducia in sé.

Riconoscere ed esprimere i propri bisogni, desideri e paure.

Stabilire relazioni positive con le insegnanti e con i compagni.

Conoscere ed accogliere le diversità e risolvere i conflitti in modo pacifico.

Conoscere la funzione e l’utilizzo dei vari ambienti scolastici.

Organizzare e portare a termine le attività intraprese.

Collaborare per la realizzazione di progetto comune.

Riconoscere i più importanti segni della propria storia personale, della propria cultura e del territorio.

IL CORPO E IL MOVIMENTO

3 ANNI

4 ANNI

5 ANNI

Prendere consapevolezza del proprio corpo. Consolidare gli schemi dinamici di base: camminare, correre, saltare, strisciare, rotolare.

Riconoscere la propria identità sessuale.

Rappresentare graficamente il proprio corpo (omino palla).

Sviluppare la motricità fine.

Sviluppare la coordinazione oculo-manuale.

Rafforzare la conoscenza del sé corporeo.

Controllare il proprio corpo in situazioni statiche e dinamiche: rilassamento, posizioni, andature. Interagire con gli altri nei giochi di movimento. Percepire il proprio corpo in rapporto allo spazio. Potenziare la coordinazione oculo-manuale ed oculo-podalica.

Percepire, denominare e rappresentare lo schema corporeo (testa-tronco-arti).

Utilizzare i sensi per la conoscenza della realtà.

Valutare il rischio nelle varie situazioni motorie.

Consolidare la conoscenza del sé corporeo. Riconoscere il proprio corpo nelle sue diverse parti e apparati.

Rappresentare lo schema corporeo analiticamente, fermo e in movimento.

Differenziare diverse andature e posture d’equilibrio Controllare il proprio corpo e altrui nello spazio di movimento: danze, ritmi e percorsi complessi.

Muoversi nello spazio in base ad azioni, comandi, suoni, rumori e musica.

Affinare la motricità fine Interiorizzare norme di comportamento igieniche ed alimentari.

LA CONOSCENZA DEL MONDO

3 ANNI

4 ANNI

5 ANNI

Esplorare l’ambiente utilizzando i diversi canali sensoriali.

Percepire e distinguere la ciclicità temporale: giorno-notte.

Usare simboli di registrazione: simbolo della presenza e del tempo meteorologico. Riconosce le principali caratteristiche delle cose osservate.

Manipolare materiali diversi per riconoscerne alcune caratteristiche.

Sperimentare le caratteristiche percettive di un materiale. Percepire e distinguere la ciclicità temporale: i momenti della giornata.

Usare simboli di registrazione.

Cogliere e nominare gli eventi atmosferici. Osservare e rispettare organismi viventi e naturali. Sperimentare atteggiamenti positivi verso messaggi ecologici.

Organizzare informazioni ricavate dall’ambiente.

Acquisire la ciclicità temporale: alternarsi dei giorni, la settimana.

Percepire il tempo nel suo divenire: ieri, oggi, domani. Ricostruire e riordinare eventi legati ad una situazione. Utilizzare strumenti e simboli di registrazione. Rielaborare dati utilizzando grafici e tabelle. Osservare fenomeni naturali ed organismi viventi descrivendoli con termini specifici.

Osservare e cogliere le trasformazioni naturali. Collaborare, interagire e confrontarsi con gli altri. Esplorare ed interagire con l’ambiente circostante. Assumere atteggiamenti positivi verso messaggi ecologici.

Acquisire comportamenti. adeguati verso l’ambiente.

I DISCORSI E LE PAROLE

3 ANNI

4 ANNI

5 ANNI

Usare il linguaggio per interagire e comunicare.

Ascoltare e comprendere messaggi verbali.

Migliorare le competenze fonologiche e lessicali.

Memorizzare e recitare filastrocche di varia difficoltà.

Leggere un’immagine.

Arricchire il lessico e la struttura delle frasi.

Sperimentare le caratteristiche e le potenzialità della voce.

Raccontare esperienze personali.

Ascoltare e comprendere storie, racconti, narrazioni.

Riferire semplici storie ascoltate.

Memorizzare e ripetere filastrocche di varia difficoltà.

Leggere un’immagine.

Usare il linguaggio per interagire con adulti e coetanei.

Esprimersi con una pronuncia corretta e con più vocaboli.

Esprimere bisogni, sentimenti e pensieri.

Giocare con le parole, costruire rime e filastrocche.

Raccontare, interpretare, inventare storie.

Avvicinarsi al libro ed al piacere della lettura.

Leggere immagini di graduale complessità.

Elaborare e formulare ipotesi sulla lingua scritta.

Discriminare la simbologia: lettera-numero.

IMMAGINI, SUONI COLORI

3 ANNI

4 ANNI

5 ANNI

Esplorare le possibilità espressive del colore. Conoscere, sperimentare e giocare con i materiali. grafico-pittorici e plastici.

Conoscere i colori primari.

Associare il colore a vari elementi della realtà. Conoscere e manipolare materiali diversi.

Ascoltare e riconoscere semplici strutture ritmiche. Esplorare e riconoscere il paesaggio sonoro dell’ambiente.

Interpretare con i gesti semplici azioni.

Esplorare le possibilità espressive del colore. Conoscere, sperimentare e giocare con tecniche espressive in modo libero e su consegna.

Conoscere i colori primari e secondari.

Affinare le capacità sensoriali attraverso la manipolazione. Usare la voce per cantare: unire parole, suoni e gesti. Riconoscere e discriminare alcune caratteristiche del suono. Ascoltare e riprodurre semplici strutture ritmiche.

Usare semplici strumenti musicali.

Esprimersi attraverso la drammatizzazione

Osservare e scoprire le potenzialità espressive del colore

Conoscere i colori, sfumature e tonalità. Produrre immagini, decorazioni e composizioni in modo personale.

Sviluppare il senso estetico attraverso l’osservazione di immagini e opere d’arte.

Conoscere materiali plastici e non per manipolarli e trasformarli in modo creativo

Esplorare le possibilità espressive del corpo. Suonare semplici strumenti musicali insieme al gruppo per interpretare stili musicali o una danza. Cantare e muoversi in sintonia con i compagni a ascoltando un brano musicale.

Individuare segni appropriati e rappresentativi del fenomeno sonoro.

Riconoscere e interpretare ritmi diversi (marcia, corsa, passo lento).

Sviluppare interesse per gli spettacoli teatrali, musicali e cinematografici.

Esprimere emozioni, raccontare usando il linguaggio corporeo.

Conoscere il computer come linguaggio della comunicazione.

 

Di seguito si riporta una tabella che mette in sinergia le competenze chiave e i campi di esperienza:

LE COMPETENZE CHIAVE EUROPEE

I CAMPI D’ESPERIENZA (prevalenti e concorrenti)

1. COMUNICAZIONE NELLA MADRELINGUA

I DISCORSI E LE PAROLE - TUTTI

2. COMUNICAZIONE NELLE LINGUE STRANIERE

3. COMPETENZE DI BASE IN MATEMATICA, SCIENZE E TECNOLOGIA

LA CONOSCENZA DEL MONDO - Oggetti, fenomeni, viventi - Numero e spazio

4. COMPETENZE DIGITALI

TUTTI

5. IMPARARE A IMPARARE

TUTTI

6. COMPETENZE SOCIALI E CIVICHE

IL SE E L’ALTRO - TUTTI

7. SPIRITO DI INIZIATIVA E IMPRENDITORIALITA

TUTTI

8. CONSAPEVOLEZZA ED ESPRESSIONE CULTURALE

IL CORPO E IL MOVIMENTO. IMMAGINI, SUONI, COLORI