Anche quest’anno mi trovo a scrivere queste righe di auguri in uno scenario che mai avrei immaginato: pensavo, e forse non ero l’unica, che la pandemia fosse stata già un’esperienza durissima, difficile da vivere, da gestire in una scuola, ancor di più da far accettare e comprendere a bambin* e ragazz*.

Mi illudevo, e forse non ero l’unica, che ne saremmo usciti tutti migliorati, ormai consapevoli che nulla può essere dato per scontato, che la nostra quotidianità può essere sconvolta in un attimo e che i valori  davvero importanti, quelli per cui lottare, sono altri, certamente non legati alle cose materiali.
E invece no, ancora una volta televisioni e giornali ci rimandano notizie terribili, vediamo scene che pensavamo non ci dovessero riguardare, mai più.
Anche stavolta la scuola deve e saprà trovare il modo giusto per spiegare ad alunn* e student* i tristi momenti che stiamo vivendo, per saper trovare risposte e spiegazioni che anche a noi adulti spesso sfuggono.
Intanto, anche stavolta prendo in prestito le parole di Papa Francesco:
“Le armi del Vangelo sono la preghiera, la tenerezza, il perdono e l’amore gratuito per il prossimo.
È così che si porta la Pace di Dio nel mondo”.
Buona Pasqua a tutte e tutti